‘Lavoro nero e bianco’ relazione convegno Cisl

“Il lavoro nero e l’economia sommersa sono motivi di grande allarme sociale: anche nella Bassa sono diffusi il caporalato in edilizia, il badantato irregolare nelle famiglie, la presenza di decine e decine di laboratori cinesi che operano nella più completa illegalità. Si tratta di fenomeni che vanno contrastati con decisione prima che assumano proporzioni non più controllabili”.

Lo ha dichiarato il responsabile della Cisl di Mirandola Remo Perboni aprendo il convegno su ‘Lavoro nero e bianco – le strade per coniugare diritti e tutele‘, organizzato oggi dalla Cisl a Mirandola. Perboni ha detto che le prime vittime del lavoro nero e irregolare sono gli stessi lavoratori, specialmente i giovani, le donne, i disoccupati di lunga durata, le persone provenienti da altre regioni italiane o immigrate”.

“Sono questi – ha spiegato Perboni – i veri soggetti deboli del mercato del lavoro, perché più facilmente esposti ai ricatti di datori di lavoro senza scrupoli. Dobbiamo renderci conto che il lavoro irregolare e sommerso provoca danni rilevanti alla convivenza civile, mina il sistema sociale, toglie risorse allo sviluppo e all’innovazione”.

Da parte sua Pasquale Coscia, responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria provinciale Cisl, ha citato l’esperienza del Consorzio Spinner per l’emersione del lavoro non regolare, affermando che occorre offrire supporti alle aziende disposte a stare sul mercato alla luce del sole.

“Premiare le imprese che rispettano le regole, però, non basta: è necessario intensificare i controlli. Sappiamo che gli organi ispettivi e di vigilanza devono operare spesso in carenza di personale e di mezzi. Perciò – ha detto Coscia – riteniamo fondamentale da un lato assicurare loro le risorse necessarie, dall’altro effettuare controlli in modo coordinato tra i diversi organismi”.

In proposito il segretario provinciale della Cisl Francesco Falcone ha lodato l’introduzione del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) nel settore delle costruzioni. “È il documento che attesta l’assolvimento da parte dell’impresa di tutti gli adempimenti previdenziali, assicurativi e assistenziali – ha spiegato Falcone – Il Durc dimostra che, con uno sforzo di fantasia legislativa e normativa, si possono creare strumenti di lotta all’evasione fiscale, di tutela dei lavoratori, di maggiore trasparenza del mercato e sana concorrenza tra le imprese. Ora è necessario estendere questo metodo a tutti i settori produttivi. Alla pubblica amministrazione chiediamo di scegliere i propri fornitori di beni e servizi tra le aziende che sono in grado di dimostrare la regolarità contributiva. Lo stesso criterio deve valere per la concessione di finanziamenti regionali, nazionali ed europei. Su questi temi la Cisl avverte la necessità di un confronto franco e costruttivo con tutti gli interlocutori istituzionali e sociali per definire risposte nuove ed efficaci che – ha concluso il segretario Cisl – mettano al centro la dignità della persona e il lavoro come diritto di cittadinanza”.