Serramazzoni: rimozione traliccio Casa Cavana

“La rimozione del traliccio a Casa Cavana è un ulteriore passo avanti verso il risanamento. Stiamo ottenendo questo obiettivo grazie al piano provinciale che regola questo settore per garantire la tutela dei cittadini dall’elettrosmog e la delocalizzazione degli impianti non a norma”.


E’ questo il giudizio di Maurizio Maletti, assessore alla Programmazione della Provincia di Modena, dopo la rimozione del traliccio abusivo a Casa Cavana nel comune di Serramazzoni, dove sono stati istallati gli impianti di alcune emittenti radiofoniche nazionali in un sito non previsto sia nel piano provinciale che nella variante al piano regolatore del Comune di Serramazzoni.

Maletti sottolinea che, finora, sono stati risanati (“con la positiva collaborazione dei gestori, non come è successo, purtroppo, a Casa Cavana”) i siti di Campiglio a Vignola e a monte Acuto a Polinago.

“Stiamo monitorando – aggiunge Maletti – tutte le situazioni critiche a partire da quelli sul Cimone dove occorre concludere il risanamento di un’area frequentata da sciatori e da addetti agli impianti di risalita”.

Secondo la fotografia della situazione contenuta nel piano sono 16 le aree dove sono presenti ripetitori radio e tv che devono essere trasferiti perché superano i limiti di emissione e si trovano in zone non idonee (in particolare vicino ad abitazioni). Questi impianti dovranno traslocare in 11 aree individuate dal piano provinciale; in una di queste, a Guiglia, è già attivo un impianto trasferito, in diverse altre la delocalizzazione avverrà nelle prossime settimane.

Il piano stabilisce che le aree in cui è possibile installare gli impianti devono essere ad una distanza superiore ai 200 metri da strutture sanitarie, assistenziali e scuole e a oltre 300 metri dalle “zone urbanizzate”.
Le aree da risanare si trovano in nove comuni: Serramazzoni, Guiglia e Pavullo, l’area del Cimone con impianti nei comuni di Montecreto, Riolunato e Sestola, ma anche Modena città, Fiorano e Marano.

Degli 82 siti dove sono presenti oltre 360 impianti, quelli confermati senza problemi sono 38; quelli che possono rimanere temporaneamente sono 12; quattro sono risanabili senza traslocare, cinque grazie allo spostamento in aree limitrofe, mentre 23 devono essere trasferiti.