Sassuolo: il Sindaco Pattuzzi risponde al Consigliere Caselli

“La campagna elettorale è stata lunga e sofferta, lo spoglio dei voti ancora di più. In questi giorni di tensione ed incertezza ho letto ricostruzioni fantapolitiche che, sinceramente, fatico a comprendere”. In questo modo il Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi risponde al consigliere di An Luca Caselli.


“Leggo che la maggioranza a Sassuolo ha perso – prosegue Pattuzzi – Caselli afferma addirittura che non esiste più nemmeno aggiungendo i voti di Rifondazione Comunista. Credo occorra sgomberare il campo da equivoci: la maggioranza che nel 2004 ha eletto il Sindaco comprendeva anche Rifondazione: non si possono confrontare i dati a piacimento e, se i numeri non sono un’opinione, a me risulta che la percentuale sia del 51,7%, esattamente uguale a quella del 2004.
Si sono viste analisi politiche di ogni tipo, i numeri sono numeri e, in quanto tali, smentiscono Caselli e il centro destra che parla di una sconfitta elettorale da parte della maggioranza, dimenticando che l’unica sconfitta elettorale fino ad ora l’hanno rimediata loro, a livello nazionale.

Guardiamo i dati relativi ai due principali partiti che sostengono la Giunta: Ds e Margherita. Al Senato ci siamo presentati divisi: i Ds hanno ottenuto 5776 voti (23,2%), la Margherita 2789 (11,2%).

Alla Camera ci siamo presentati uniti conquistando 10513 voti (il 38,8%). Credo che da una prima analisi di questi soli dati emerga una lampante verità: è stata premiata l’unione, la somma dei voti al Senato risulta inferiore rispetto al dato della Camera; un’indicazione chiara verso il grande partito democratico, non una bocciatura dei singoli partiti.

Se andiamo a confrontare questi dati con il risultato alla Camera delle Politiche 2001 noteremo che, allora, l’Ulivo conquistò le preferenze di 10562 elettori. Lunedì abbiamo raccolto 49 voti in meno con una percentuale di affluenza alle urne che è cresciuta, da 88,04% del 2001 a 88,6% del 2006: se questa è una bocciatura. I dati dei singoli partiti non sono confrontabili con le politiche del 2001: allora la Margherita conquistò 4896 preferenze ma aveva il traino di Rutelli candidato Premier e si presentava col nome di “Margherita per Rutelli” comprendendo anche l’Udeur.

Nelle Amministrative del 2004 la somma dei voti raccolti da Ds e Margherita era di 8.677: quest’anno ne abbiamo raccolti 1596 in più: Caselli la considera una sconfitta? Nel caso impari la matematica.
Anche in questo caso non è possibile la comparazione dei dati per i singoli partiti: la Margherita raccolse nel 2004 qualcosa come 3177 voti, ma aveva il traino del candidato a Sindaco, si chiamava Uniti per Pattuzzi e riuniva anche diverse correnti e partiti minori.


Paragoniamo allora i dati attuali con quelli delle Regionali 2005, gli unici in cui non era presente un traino. Ds e Margherita, presentatisi uniti, raccolsero 8677 voti; dallo spoglio di lunedì scorso risulta che, alla Camera dove ci siamo presentati uniti, abbiamo conquistato 1836 preferenze in più. Anche questa io e tanti come me la considerano una vittoria, non una sconfitta.


Capisco che il gioco delle parti spinga Caselli e il centro destra a chiedere le dimissioni del Sindaco, a giocare d’azzardo paragonando i risultati delle Politiche a quelli delle Amministrative che notoriamente sono cose differenti, a parlare di importante vittoria locale a discapito di una bruciante sconfitta elettorale; ma i numeri, comunque li si voglia guardare, smentiscono queste affermazioni.


Ne usciamo, anzi, rafforzati dalla consapevolezza che le scelte e le decisioni prese fino ad ora, a volte impopolari e pesanti, sono state comprese dall’elettorato. Il lavoro è ancora lungo – conclude il Sindaco di Sassuolo Graziano Pattuzzi – e questa maggioranza, questo Sindaco, hanno tutte le intenzioni di portarlo a termine per il bene di Sassuolo e dei sassolesi. Caselli stia tranquillo: dovrà attendere solamente tre anni, dopodiché i sassolesi saranno chiamati a valutare il nostro operato e, in caso di sconfitta, non invocheremo gli osservatori dell’Onu né evocheremo lo spettro dei brogli elettorali”.