Carpi: Unione dei Comuni, il si del Consiglio

Il Consiglio comunale di Carpi ha votato nella seduta di ieri, giovedì 20 aprile, l’atto costitutivo e lo Statuto dell’Unione dei Comuni delle Terre d’Argine.

Al termine del dibattito, durato circa quattro ore, queste deliberazioni hanno ottenuto i voti favorevoli di Ds, Pdci, Verdi, Margherita e Gruppo Consiliare Indipendente, mentre An, Fi, Udc, Rc e La tua Carpi hanno votato contro. La prossima settimana saranno i Consigli comunali di Campogalliano, Soliera e Novi di Modena, gli altri tre centri che faranno parte della nuova Unione, a votare gli stessi documenti.

L’Unione rappresenta un nuovo ente locale (avrà sede a Carpi) che si affianca e non sostituisce i comuni che lo generano, con un Presidente, una Giunta formata da Sindaci e da assessori dei comuni partecipanti, un Consiglio deliberativo sulle materie assegnate. Il futuro Consiglio dell’Unione avrà 30 consiglieri più un Presidente (eletto a turno tra i Sindaci), con una composizione che salvaguarda il peso decisionale dei comuni più piccoli riequilibrando la sperequazione dimensionale di cui godrebbe Carpi. 15 di questi saranno infatti espressi da Carpi, 6 da Soliera, 5 da Novi e 4 da Campogalliano. La Giunta si avvarrà di un Direttivo di area per sopraintendere alle problematiche di ciascuna area di servizi conferita all’Unione oltre che di un Direttore generale a cui è affidata l’organizzazione dell’attuazione degli indirizzi e degli obiettivi stabili dagli organi di governo e di un Segretario generale che presiederà il Collegio per la revisione amministrativa, scelto tra quelli dei Comuni.

Ovviamente il nuovo ente avrà una sua dotazione organica, formata da dipendenti dei Comuni partecipanti. Lo Statuto approvato ieri sera conta 57 articoli, molti dei quali modificati rispetto alla prima bozza dopo la discussione in sede di Associazione dei Comuni e di Commissione comunale. Trattano delle finalità dell’ente, definiscono i rapporti con i Comuni partecipanti, le materie e le funzioni afferenti ad esso, i principi e i valori fondamentali a cui si ispira l’Unione, gli Istituti di partecipazione, gli organi di Governo, il sistema dei controlli interni e le funzioni di gestione. E’previsto che i comuni possano conferire materie all’Unione nelle aree Servizi a persona e comunità, Polizia amministrativa locale, Sviluppo economico e attività produttive, Territorio, ambiente e infrastrutture, Tributi, Servizi generali di supporto, demografici e statistici, Promozione delle Pari Opportunità, oltre che il Difensore civico. Tra gli emendamenti modificati prima dell’approvazione definitiva di ieri quelli all’articolo 14, dove si è inserita la possibilità del referendum consultivo e abrogativo quando lo richiede il 10% del corpo elettorale, circa 8000 abitanti dunque, eliminando il quorum: potranno poi essere tutti i residenti, dunque anche i cittadini stranieri, a proporre istanze e petizioni se sottoscritte da almeno cento aventi diritto. Il Difensore civico dell’Unione rimarrà in carica invece non più due ma quattro anni.