Panini Modena: raggiunta l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto aziendale

cgilIn tempi di crisi come quello che stiamo attraversando risulta difficile parlare di rinnovi di contratti integrativi aziendali. Eppure alla Paninidi Modena in questi giorni i lavoratori saranno chiamati a esprimersi con referendum sull’ipotesi di rinnovo del contratto aziendale. Slc/Cgil, NIdiL/Cgil e Fistel/Cisl e la RSU ritengono positivo il risultato raggiunto dopo circa 5 mesi di trattativa e senza nessuna iniziativa conflittuale.

Il nuovo contratto aziendale, per gli oltre 400 dipendenti della Panini, contiene punti di assoluto rilievo sia sotto l’aspetto normativo come su quello economico.

Un punto forte è rappresentato dal piano di investimenti concordato e in parte già operativo che a regime nel 2009, vedrà un impegno pari a circa 3milioni di euro e l’assunzione di 3 lavoratori in aggiunta all’attuale organico.

In tema di diritti, la novità è rappresentata dall’introduzione di un pacchetto definito “Qualità sociale” contenente risposte avanzate e di sostegno alla maternità/paternità con un contributo di 1.000 euro alle lavoratrici per la nascita del figlio e 2 giorni di permessi retribuiti aggiuntivi ai papà.

Fanno parte del pacchetto “Qualità sociale” anche una serie di misure volte a tutelare le persone nei periodi di malattia: obbligo dell’azienda di avvertire preventivamente della scadenza del periodo di conservazione del posto di lavoro; copertura economica al 100% della retribuzione (anziché il 50% come da ccnl) per una serie di malattie gravi; aspettativa maggiorata di 12 mesi (oltre ai 6 già previsti dal ccnl) per le malattie gravi.

Per la prima volta in un accordo aziendale si concorda che per l’aspettativa non retribuita, in caso di malattia grave e di unico reddito del lavoratore ammalato, per tutti i 18 mesi l’azienda erogherà una retribuzione pari al 15% di quella che il lavoratore avrebbe percepito se fosse stato a lavorare.

Sul versante del mercato del lavoro si sono raggiunti punti di intesa in controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo in campo legislativo, con la riduzione da 36 a 24 mesi del periodo necessario per la trasformazione a tempo indeterminato dei contratti a termine e l’assunzione con contratto stabile di almeno due collaboratori a progetto ogni anno (per il 2009 si sono convenute 3 stabilizzazioni), quindi una risposta più che positiva sul versante della riduzione del precariato.

Un’altra novità importante è quella che per la prima volta si è coinvolto il sindacato atipici NIdiL/Cgil per contrattare tutele anche per i lavoratori a progetto, come il diritto a partecipare alle assemblee sindacali, la proroga del progetto anche in caso di maternità anticipata e la stipula da parte dell’azienda di una convenzione con una società di mutua assistenza per integrare il trattamento di malattia e maternità, il rimborso delle spese per visite specialistiche e/o diagnostiche e il rimborso dei ticket.

Altri punti qualificanti dell’accordo riguardano la possibilità di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time, la formazione professionale con la possibilità per la RSU di presentare progetti formativi e il rilascio di un attestato a chi partecipa ai corsi di formazione professionale.

Ottimo risultato quello raggiunto sul salario aziendale che, dalla richiesta di aumento di 2.200 euro la mediazione a regime prevede un aumento del premio di 2.150 euro annui. Complessivamente nei quattro anni il premio di risultato, al raggiungimento degli obiettivi di efficienza e redditività, potrà raggiungere i 5.950 euro il 2009, 6.200 euro nel 2010, 6.300 nel 2011 e arrivare a 6.350 euro nel 2012 anno di scadenza dell’accordo.

(Slc/Cgil NIdiL/Cgil Fistel/Cisl Modena)