In occasione dell’Expo Shanghai 2010 rafforzati, tra Cina ed Emilia-Romagna, rapporti e collaborazioni di imprese e università

«In Cina c’è un sistema regionale che vuole sfidare il futuro, mettersi in gioco cercando di capire le trasformazioni e superando chiusure e paure. Questo lo dobbiamo fare tutti insieme: il sistema istituzionale e gli imprenditori che hanno capito che dobbiamo e possiamo stare in Cina da protagonisti». Questo è quanto sottolineato dall’assessore regionale alle Attività produttive Gian Carlo Muzzarelli durante la visita allo stabilimento della BI-TECH, controllata cinese del Gruppo Bucci Industries (azienda emiliano romagnola che produce sistemi di automazione e robotica per l’industria) localizzata nella cintura industriale di Suzhou nell’area di Shanghai. La visita è stata realizzata in occasione della presenza del sistema Emilia-Romagna all’Expo di Sahanghai 2010.

La BI-TECH si occupa della costruzione e commercializzazione accessori per macchine utensili (caricatori automatici di barre per torni), della produzione di componentistica per caricatori di barre (canali di guida in poliuretano) e del coordinamento del servizio di installazione e assistenza post vendita attraverso 15 sedi decentrate nelle principali aree produttive ed industriali in Cina.

«L’obiettivo è rafforzare le nostre radici e puntare verso il futuro. Questo è ciò che stiamo facendo attraverso la cooperazione con il sistema cinese, soprattutto con l’area di Shanghai per aumentare i livelli di ricerca con la collaborazione con la Tongji University, per cercare di trovare le condizioni per rafforzare la collaborazione tra imprese. Quindi, mettersi in gioco fino in fondo per puntare al futuro».

Sono diversi e tutti di elevato livello tecnologico e scientifico i casi di collaborazione tra imprese emiliano-romagnole e cinesi. Ad esempio, è un azienda emiliano-romagnola, la Turbec di Cento (Ferrara), che partecipa al progetto “Micro-turbina trigenerativa”, promosso dal ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Università di Roma “Sapienza” e quella di Shanghai “Tongji”. Si tratta dell’installazione di una microturbina all’interno dei due campus universitari per produrre energia elettrica, calore e fresco: una realizzazione che può diventare un modello tecnologico di riferimento per il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti. «Questo progetto – ha aggiunto Muzzarelli – va apprezzato anche come efficace modello di cooperazione sino-italiana. Da questo punto di vista il terreno più adatto per una collaborazione appare essere il partenariato tecnologico e il trasferimento di tecnologie, soprattutto nei settori che maggiormente interessano la Cina: edilizia, trasporti, automobili ibride e solare fotovoltaico». Inoltre le aziende bolognesi Ducati Energia, Engines Engineering, APICOM e ITT partecipano a due progetti promossi all’interno del programma di cooperazione ambientale sino-italiano tra l’Università Tongji e il Ministero Italiano dell’Ambiente. Si tratta dei progetti ‘Veicolo ibrido a due ruote’ e ‘Veicolo ibrido a quattro ruote’, il cui obiettivo è sviluppare, rispettivamente, un veicolo a due ruote ibrido e un veicolo a quattro ruote ibrido, al fine di ridurre emissioni ed impatto ambientale.

Nel corso di diversi incontri (in particolare alla Tongji University) si sono affrontati anche i temi degli investimenti dell’Emilia-Romagna in campo energetico, dell’impegno nel fotovoltaico, delle applicazioni a basso impatto nella filiera meccanica, della ‘Rete dei Tecnopoli dell’Emilia-Romagna’, un’esperienza unica nel panorama nazionale per coniugare ricerca, innovazione, ambiente. Sul comparto della ceramica è stata presentata, insieme a Confindustria Ceramica, la capacità di innovarsi e di qualificarsi del settore: dai nuovi prototipi di piastrelle fotovoltaiche, antismog, antibatteriche ai prodotti innovativi capaci di rispondere ai nuovi bisogni di sostenibilità, di risparmio energetico, oltre che a nuove concezioni dell’abitare.