Reggio: presentata l’opera equestre “Saga. Il canto dei Canti” di e con Giovanni Lindo Ferretti

Poche righe come versi, che spezzano l’assalto del tempo della civiltà, gli stilemi rassicuranti del vivere e dicono la poetica semplice e sterminata di Saga. Il canto dei Canti: nella luce del tramonto la libera Compagnia di uomini, cavalli e montagne mette in scena la storia epica dell’Alpe e dei suoi abitanti.

Saga. Il canto dei Canti opera equestre, di antico sodalizio tra uomini e cavalli, si compone di due atti – “ciò che fu” e “scampati” – e, all’interno di un contesto in cui vengono svolte le attività quotidiane di un’Accademia di arti equestri, racconta del millenario rapporto tra uomini e cavalli, per voce, musica, visioni equestri.

In scena dunque Saga. Il canto dei Canti – il 25, 26 e 27 maggio 2012 alle ore 19 e un mattinale di Racconto itinerante alle ore 12 della stessa domenica 27, al chiostro grande dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, via Emilia San Pietro 44/C – l’antico sodalizio tra uomini e cavalli che fu protagonista delle terre reggiane dell’Alpe e del Crinale d’Appennino fin dalle epoche più remote, dai tempi degli etruschi a Matilde contessa di Canossa e regina d’Italia.

Una storia epica che rivive – ma è mai morta? – nell’opera equestre allestita dalla Corte transumante di Nasseta, in collaborazione con Ater e il Comune di Reggio Emilia, che ha reso disponibile il grandioso complesso rinascimentale dei benedettini: e in questa suggestiva occasione trova motivo di tenerlo aperto – ancora una volta dopo Fotografia Europea e Gli oggetti ci parlano – a chi vorrà vedere, ascoltare, pensare e incontrarsi.

“Con questo e altri eventi lanciamo un programma per la qualificazione dei chiostri di San Pietro, un luogo oggetto di un restauro parziale e quindi un luogo del non-finito che vogliamo divenga occasione per creare nuovi pensieri e nuove opportunità – ha detto l’assessore comunale ai Progetti speciali Mimmo Spadoni presentando oggi l’opera di teatro equestre alla stampa – Abbiamo scelto come slogan “Ora et labora” giocando sul fatto che questo era un convento benedettino e sul fatto che guardiamo a questo spazio come luogo dell’oggi e dell’operosità che diventa teatro di una serie di appuntamenti. Tra poco vi inaugurerà Fotografia Europea, di recente è stato luogo di raccolta dell’iniziativa Gli oggetti ci parlano e a fine maggio per un’intera settimana ospiterà eventi legati al Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano e i chiostri diventeranno la casa di una corte di montagna composta di uomini e cavalli, la Corte transumante di Nasseta. Questa ci proporrà un racconto che vale la pena essere narrato perché ci parla del rapporto con la natura, le montagne, i cavalli e dell’opportunità di vivere altrove, nei luoghi di montagna”.

“Con questo progetto vogliamo valorizzare il nostro amore per la montagna e per la nostra storia attraverso un teatro barbarico montano composto di quattro persone e nove cavalli – ha detto Giovanni Lindo Ferretti – E’ un progetto nato due anni fa quando con Marcello Ugoletti, che alleva cavalli maremmani, e Cinzia Pellegri abbiamo costituito la libera associazione di uomini, cavalli e montagne che è la Corte transumante di Nasseta. Abbiamo creato un’opera di teatro equestre lavorando con i maremmani, cavalli considerati senza valore dal punto di vista spettacolare perché grezzi e ombrosi, ma che incarnano tuttavia la storia della gente di montagna che nei secoli è sopravvissuta transumando ogni anno con le greggi dall’Alpe alla Maremma. I maremmani sono cavalli come non se ne vedono più, che dimostrano il rapporto uomo-cavallo che ha segnato la nostra civiltà fino alla nostra generazione. E di questo vogliamo parlare in un periodo in cui la montagna è sempre più abbandonata nonostante abbia tanto da raccontare”.

Ed ecco in Opera la Corte transumante di Nasseta

con: Elegante, Scricciolo, Socrate, Tancredi, Ugolino, Verbena, Assenzio ed Assolo, cavalli maremmani; Enea, cavallo d’Appennino

Ferretti Lindo Giovanni, signore delle parole

Marcello Ugoletti, signore dei cavalli

Cinzia Pellegri, signora della Corte

Omar Natali, cavaliere della corte

con la straordinaria partecipazione di: Topolino tiro pesante rapido, Fanfara, cavallo tolfetano e il loro signore Roberto Concezzi.

Musiche e voci, Lorenzo Esposito Fornasari e Ferretti Lindo Giovanni.

Le musiche sono di Lorenzo Esposito Fornasari, compositore e cantante dalla Bottega della sua Bologna, quello di “I giorni della libertà”, per il quale “ …ma casa è ovunque ed è impossibile muoversi”. I testi sono di Giovanni Lindo Ferretti, che altro aggiungere… se non che dell’Alpe, del Crinale, della transumanza alla Maremma e al piano padano, dei suoi cavalli (e di quelli dell’Est lontano) e della sua gente remota e presente è travagliato e pacificato figlio, fratello, nipote e narratore.

Scrive della Saga Giovanni Lindo: Tra un presagio, un’egloga, un’esequie, un vaticinio, brandelli di visioni dell’arcaico sodalizio tra uomini e cavalli; il tempo dell’origine, il primo cavaliere, tra odi barbariche e il lavorio quotidiano della civiltà. La transumanza d’Alpe a Maremma e i suoi cavalli. La loro sopravvivenza e la nostra. “Tra i cuccioli che crescono e i vecchi che vanno a morire, l’allevamento, doma, la buona educazione. Il tempo per partire, il tempo per tornare, il tempo di guarire, quello che fa ammalare. C’è sempre polvere intorno e s’alza il vento, nascosto il Fuoco che cova, dentro”.

Quale occasione d’apertura dei chiostri di San Pietro è migliore dell’ospitare la Corte transumante di Nasseta? E’ una libera associazione tra uomini, cavalli e montagne nata al Cerreto e residente a Collagna, nell’alta valle del Secchia, l’antica valle Orbana.

La Corte alleva, doma e addestra cavalli maremmani, i cavalli italiani da lavoro per eccellenza.

Il maremmano non è tuttavia solo il cavallo italiano più famoso nel mondo, ma è protagonista dell’unica tradizione equestre, che ha retto e attraversato la modernità nel nostro Paese e che è riconoscibile ovunque grazie alla sua caratteristica bardatura. Questo cavallo, di cui sopravvivono oggi diversi esemplari indigeni, nati e cresciuti tra il monte Cusna e il Casarola, è oggi testimone di ciò che siamo stati e della storia di quello che fu un crinale cavalcante dall’epoca dei Celti e poi dei Romani, teatro del peregrinare di Maria Maddalena, delle guerre Goto-Bizantine, tra corti Longobarde e abbazie Benedettine, e lungo i valichi dei Santi: da San Colombano Abate, in Bobbio, a San Pellegrino Eremita d’Alpe.

Terra dell’uomo e del cavallo, che nel fulgido Rinascimento della corte estense, esordio della modernità nello stesso tempo in cui nascevano i Chiostri di San Pietro, si farà alato in Ippogrifo, cavalcato da Astolfo fino alla Luna per recuperare il senno perduto di Orlando, nell’Orlando furioso di quel Ludovico Ariosto, figlio della Reggio ormai pianzana.

Indirizzi e biglietti: Saga. Il canto dei Canti. – 25, 26 e 27 maggio 2012 alle ore 19 e un mattinale alle ore 12 del 27 maggio – Chiostro Grande dei Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia, via Emilia San Pietro 44/C

– Biglietti: 12 euro; 8 euro ridotti (bambini fino a 12 anni).

– Biglietteria on-line: da venerdì 27 aprile sarà attivo il servizio di prenotazione on-line con accesso dal sito del Comune di Reggio Emilia – www.comune.re.it o al link http://www.municipio.re.it/retecivica/urp/manifest.nsf/ManifestazioniWebTitoloEsternoAttive/A147EC856FB78ABBC12579ED002D9DD1?opendocument

– Biglietteria presso i Chiostri di San Pietro: prevendita da giovedì 17 maggio presso la biglietteria di Fotografia Europea; giorni e orari: giovedì e venerdì dalle 18 alle 23; sabato e domenica dalle 10 alle 23.