Sabato a Vignola la quarta commemorazione dell’Eccidio di Villa Martuzzi

villa-martuzziSabato 9 marzo si terrà la quarta commemorazione dell’Eccidio di Villa Martuzzi, la bella villa sulle colline di Campiglio teatro di una delle pagine più nere della nostra storia: l’uccisione nel 1944 ad opera di un battaglione di SS naziste di 17 persone, tra cui anche donne e ragazzi in giovane età.

Questo il programma della mattinata:

Ore 9.15: Incontro delle delegazioni delle autorità e dei famigliari dei caduti presso il Cippo a fianco di Villa Martuzzi

Ore 9.30: Deposizione corona in onore dei caduti e discorso commemorativo tenuto dal sindaco di Vignola Daria Denti.

Ore 10.00: Deposizione corona in onore dei caduti presso il Parco Nuovi Nati e discorso commemorativo.

Interverranno:

– Dott.ssa Giulia Bondi, Vicepresidente Istituto Storico di Modena

– Dott.ssa Monica Amici, Sindaco di Guiglia

– Dott. Isaia Rinfranti, Vicesindaco di Castello di Sarravalle

– Alessio Bonaccia, Sindaco dei ragazzi della Scuola Media di Castello di Serravalle

Accompagnerà il corteo la Banda Musicale di Roccamalatina.

Al termine della commemorazione si terrà un piccolo brindisi in onore dei diritti, della pace e della solidarietà realizzato dal Gruppo Niscemi e da Libera – Presidio Territoriale Unione Terre di Castelli “Lea Garofalo”.

La storia

Nel pomeriggio del 23 febbraio 1945 tre cacciabombardieri alleati sganciarono sei bombe su Villa Martuzzi; due bombe colpirono l’ala sud dell’edificio e distrussero la chiesetta adiacente, le altre caddero nel parco circostante. Nei giorni seguenti alcuni vignolesi entrarono nel grande parco della villa, dove si sospettava che fossero state rinchiuse e torturate diverse persone. La mattina del 1 marzo venne ritrovata una fossa di due metri per due, messa in luce dallo scoppio di una bomba; in essa si intravedevano parti di corpi e così, ottenuto il permesso dal Comando Tedesco di Vignola, si cominciò a scavare. Alla presenza del Pretore di Vignola e di altre autorità, vennero recuperate 14 salme, ancora ben conservate grazie al clima particolarmente rigido di quell’inverno. Il 9 marzo fu trovata una seconda fossa, da cui furono recuperate altre 3 salme. Il Commissario prefettizio di Vignola, nel comunicare la notizia al comune di Modena, precisava che in totale erano stati trovati 17 corpi, successivamente identificati: si trattava di civili catturati dalle SS il 23 dicembre 1944 nella zona di Guiglia come rappresaglia a seguito di un attentato ad un reparto tedesco avvenuto due giorni prima. Secondo i testimoni oculari che avevano recuperato le salme, tutti i corpi riportavano ferite, lesioni e fratture alla testa. Il ritrovamento gettò nella disperazione familiari e parenti che nel frattempo, non avendo più ricevuto notizie dei loro cari, si erano convinti che fossero stati inviati in Germania al lavoro coatto, come era già accaduto in occasione dei precedenti rastrellamenti. Anche tra i vignolesi l’avvenimento suscitò grande impressione; oltretutto non si riusciva a capire il motivo di tanta ferocia, che aveva colpito diversi componenti di una stessa famiglie e anche delle ragazze in giovane età. Ancora oggi non sono chiare le motivazioni dell’arresto e – ancor più – della barbara esecuzione; alcune famiglie potevano essere sospettate di aver favorito la Resistenza, ma molte altre persone risultavano del tutto estranee a qualsiasi coinvolgimento politico e patriottico.

A Villa Martuzzi, in tempi diversi, vennero uccise anche altre persone, tra cui Alcide Martinelli, che venne trucidato il 28 novembre 1944. Diversi morti non sono mai stati identificati.

Le vittime

Avito Magni, contadino, 64 anni di Guiglia;

Raimondo Ucellari, contadino, 49 anni di Guiglia;

Elio Ucellari, contadino, 44 anni di Guiglia;

Artemio Ucellari, contadino, 40 anni di Guiglia;

Nicola Nervuti, contadino, 53 anni di Guiglia;

Dario Piccioli, contadino, 30 anni di Guiglia;

Alberto Pisanelli, contadino, 30 anni di Guiglia;

Ildebrando Cornacchi, ferroviere, 41 anni di Bevilacqua (Bologna);

Giovanni Piani, seggiolaio, 29 anni di Guiglia;

Felice Bassini, sfollato da Bologna, 22 anni;

Pietro Amici, contadino, 52 anni di Castello di Serravalle;

Clinio Amici, figlio di Pietro, 23 anni;

Marsilia Amici, figlia di Pietro, 20 anni;

Tilde Amici, figlia di Pietro, 22 anni;

Guglielmo Borghi, muratore, 29 anni di Guiglia;

Primo Bigi, contadino, 50 anni di Guiglia;

Guido Palmiri, 31 anni di Vergato (Bologna).