Campagnola Emilia: telecamere per “difendersi” dai Carabinieri: azienda sequestrata e imprenditrice denunciata

telecameraFuori dall’azienda avevano installato telecamere con visori notturni che, probabilmente, servivano a “difendere” la fabbrica dai Carabinieri. E’ questo il sospetto dei militari che l’altra sera si sono portati nei pressi dell’azienda tessile di Campagnola Emilia, nella bassa reggiana, per un controllo. Al loro arrivo i militari hanno scansato le telecamere sorprendendo gli 11 presenti in pena attività lavorativa. Ben 6 (il 54% della forza lavoro ndr) è risultato essere impiegato in nero di cui due clandestini. Per la 37enne l’imprenditrice di nazionalità cinese abitante a Campagnola Emilia è quindi scattata la denuncia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia per il reato di occupazione di manodopera clandestina.

Denuncia a cui è seguito il sequestro dell’intera azienda compresi i macchinari ed i capi d’abbigliamento prodotti. Guai penali per la titolare dell’azienda a cui si devono aggiungere tutta una serie di sanzioni amministrative per oltre 10.000 euro comprensivi anche dei recuperi previdenziali ed assistenziali per i mancati contributi versati. Il blitz l’altra sera a cura dei carabinieri di Campagnola Emilia che hanno agito con i colleghi del Nucleo Ispettorato Lavoro Carabinieri di Reggio Emilia. I Carabinieri stanno passando sotto la lente d’ingrandimento l’azienda tessile in quanto al piano superiore trovavano luogo gli alloggi con una capacità recettiva di 30 posti letto non pochi laddove si consideri che l’azienda nata a Gennaio del 2013 con un dipendente, a Marzo ne ha assunti altri 5. Perché quindi tale capacità ricettiva?

E’ seria intenzione dei militari comprendere se l’opificio possa essere il terminale del business del malaffare correlato al lavoro nero ed al’occupazione di manodopera clandestina. Saranno gli accertamenti a stabilirlo nel frattempo l’azienda è stata sequestrata e l’imprenditrice denunciata in ordine al citato riferimento normativo violato. I due clandestini (una donna di 29 anni e un uomo di 38 anni entrambi cinesi) sono stati denunciati per soggiorno illegale nel territorio dello stato e sottoposti a procedure di espulsione dal territorio nazionale.