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Diagnosi precoce della sordità nei neonati: centoventi specialisti a confronto domani ad Albinea

Da un decennio lo screening uditivo sui neonati fa parte del programma di prevenzione a favore dell’infanzia della provincia di Reggio Emilia, contribuendo in modo significativo al miglioramento della qualità della assistenza. A questo è dedicato il convegno nazionale dal titolo “Dalla programmazione alla realizzazione: dieci anni di screening uditivo neonatale a Reggio Emilia” organizzato per domani 17 dicembre dalla Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria della Azienda ospedaliera IRCCS Santa Maria Nuova alla Cantina di Albinea Canali. Il corso, che vedrà 120 partecipanti, è rivolto in particolare a Specialisti in Pediatria, Otorinolaringoiatria e a Ostetriche ed Infermieri operativi nei punti nascita.

“Nei punti nascita del territorio sono sottoposti a screening uditivo quasi 5mila neonati ogni anno, circa 20 dei quali ricevono una diagnosi di ipoacusia già al terzo mese di vita” spiega l’otorino del Santa Maria Nuova Giovanni Bianchin, responsabile del programma interaziendale “L’importanza dello screening uditivo risiede nella possibilità di identificazione precoce della sordità che modifica la storia della malattia e ne controlla le conseguenti gravi ripercussioni sullo sviluppo del linguaggio dei piccoli”.

L’esperienza di Reggio Emilia è la prima in regione ad avere coinvolto tutti i punti nascita di un territorio provinciale e ha contribuito alla istituzione, nel 2011, dello screening uditivo neonatale regionale, l’unico screening non oncologico esistente ad oggi in Emilia-Romagna. La diagnosi precoce dell’ipoacusia infantile ha comportato un radicale cambiamento nelle indicazioni terapeutiche e nell’approccio al piccolo paziente ed è in progetto la introduzione dello screening uditivo neonatale a livello nazionale.

“Il convegno di domani” conclude Bianchin “è dedicato ad analizzare le implicazioni diagnostiche e terapeutiche nella cura dei problemi uditivi avendo come spunto l’esperienza territoriale sui bambini nati sordi o con sordità associata ad altre problematiche. L’appuntamento intende evidenziare l’importanza dell’approccio multidisciplinare tra ospedale e territorio e del lavoro di équipe risultante in una presa in carico globale del bambino ipoacusico. Sarà interessante il confronto fra le varie figure professionali coinvolte nella diagnosi e trattamento della sordità, in particolare con i pediatri di famiglia”.