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Fiorano: il perché dell’ordinanza sulle limitazioni al riscaldamento

Il sindaco di Fiorano Modenese Francesco Tosi e l’assessore alle politiche ambientali Riccardo Amici hanno incontrato la stampa per illustrare le motivazioni alla base dell’ordinanza sulle limitazioni al riscaldamento.

“Ci rendiamo conto – ha detto il sindaco Francesco Tosi – del disagio che provoca il rispetto dell’ordinanza per la lotta all’inquinamento atmosferico causato dalle polvere sottili, ma un’ora in meno di utilizzo del riscaldamento in ogni famiglia solo a Fiorano significa un risparmio di 7.000 ore quotidiane. Poiché è scientificamente provato che le PM10 sono cancerogene e visto l’alto numero di sforamenti oltre il tetto massimo consentito, come amministrazione abbiamo l’obbligo di intervenire”. Il sindaco ricordava poi come l’ordinanza degli anni passati per limitare il traffico non avesse ottenuto effetti positivi per cui si è deciso di intervenire sul fronte dei consumi domestici, senza dimenticare le altre fonti di inquinamento. Per il traffico sono in predisposizione i piani del traffico a livello comunale e di distretto, che dovranno favorire la mobilità dolce e quella pubblica. Come distretto inoltre verrà chiesto alla Regione Emilia-Romagna di aprire un tavolo sul tema del trasporto pubblico, sia su somma che su rotaia.

“Sul fronte delle emissioni industriali – è intervenuto l’assessore Riccardo Amici – vogliamo attualizzare il Protocollo per la riduzione delle emissioni inquinanti nel distretto ceramico di Modena e Reggio Emilia”.

L’amministrazione comunale fa appello alla responsabilità dei cittadini perché le problematiche ambientali si risolvono soltanto con il contributo di tutti. Provvedimenti come l’ordinanza emessa vogliono fare prendere coscienza delle misure concrete e quotidiane che sono a disposizione di ciascuno.

Sempre Amici ha ricordato come “nonostante siano tuttora incentivate perché non producono CO2, come previsto dal Protocollo di Kyoto per  combattere l’effetto serra, i caminetti e le stufe a legna, pellet, cippato e altro emettono in atmosfera PM10 2.000 volte in più di un risaldamento a metano ed è su questo fronte che stiamo subendo l’emergenza oggi.