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Cgil Modena: “il 2017 potrebbe essere l’anno peggiore per il lavoro. Vengono meno ammortizzatori importanti come la mobilità e la deroga”

Nel silenzio generale anche la nostra provincia sarà coinvolta, dal 1° gennaio 2017, in un cambiamento epocale, che potrebbe mettere  a rischio migliaia di posti di lavoro. Infatti non saranno più disponibili per la gestione delle crisi aziendali ammortizzatori importanti come la mobilità e la cassa integrazione in deroga.

“Pensatela come volete – dice Manuela Gozzi della segreteria Cgil  Modena – ma per otto lunghissimi anni come sindacato siamo riusciti a contenere gli effetti della crisi economica sull’occupazione. In tutte le crisi di questi anni, in aziende grandi e piccole,il sindacato è  stato  presente ponendo prima di tutto il tema della salvaguardia dell’occupazione, in particolare delle fasce deboli”.

Sono stati fatti accordi a volte dolorosi, spesso complessi, con tensioni anche forti. Se il bilancio può essere definito positivo, sono state molte le aziende chiuse nella nostra provincia, ed i posti di lavoro persi. Sono molti gli uomini e le donne alla ricerca da tempo di un nuovo posto di lavoro, mentre i ragazzi e le ragazze, hanno spesso come unica possibilità quella del lavoro a voucher e del lavoro nero, divisi da un labile confine.

Su questa situazione, già di per sé molto complessa, precipita infatti  dal 1° gennaio la cancellazione di misure di sostegno al reddito, come la mobilità e la cassa in deroga, che pur se progressivamente ridotte nell’efficacia in questi anni hanno consentito alle parti sociali di gestire anche le crisi più complesse, evitando spesso i licenziamenti. Vengono infatti  sostituite dalla sola Naspi, indennità rivolta a chi il posto di lavoro lo ha già perso, ed i cui effetti economici sono spesso più ridotti delle norme precedenti.

“Pensate al 2009 – continua Manuela Gozzi –  quando ad un certo momento l’attività di molte imprese industriali ed artigiane si era ridotta del 70%. Le migliaia di crisi aziendali sono state gestite con gli ammortizzatori oggi soppressi, sia nell’azienda di migliaia di dipendenti che nel bar con una sola dipendente part-time. Sono passati anni, ma forse a molti è sfuggito che nel 2016, rispetto all’anno precedente, l’utilizzo della cassa integrazione (tra ordinaria, straordinaria ed in deroga) è cresciuta a Modena del 23%, superando a novembre gli 11 milioni di ore.”

“E’ un segnale sottovalutato  – aggiunge  la sindacalista Cgil –  che ci dice che difficilmente il 2017 sarà l’anno della ripresa economica e produttiva.  Quello che invece purtroppo è certo è che grazie alla forte riduzione dei costi connessi ad un licenziamento ed alla demolizione dell’articolo 18, cresceranno i licenziamenti.”

“Per parte nostra – afferma Gozzi – continueremo a difendere ogni singolo posto di lavoro con le unghie e con i denti, e lo faremo come prima cosa con la contrattazione, per conquistare norme a contrasto del Jobs Act che ne disattivino le parti peggiori. Lo faremo dentro alla battaglia generale della Cgil attorno ai tre referendum, su cui   la Corte Costituzionale si pronuncerà  tra poche settimane.

In ogni caso un primo obiettivo è già stato raggiunto: il lavoro è rientrato nel dibattito politico, anche se per qualcuno l’unico obbiettivo in questa fase sembra essere soltanto quello di evitare i nostri referendum. Ma allo stesso tempo cresce in tanti l’idea che i problemi del lavoro non si possono affrontare con le modalità adottate sinora: togliendo diritti, togliendo dignità, abbassando le tutele”.

La Cgil ha avanzato con la sua Carta dei Diritti e coi tre referendum delle proposte concrete, che vanno in direzione opposta. Sono state raccolte milioni di firme, tra cui le 155.000 complessive nella provincia di Modena. Il 2017 sarà un anno duro per l’occupazione nella nostra provincia, forse il più complesso dall’inizio della crisi. Ma sarà anche un anno stimolante, nel quale sarà possibile misurare, fuori dalla retorica, la qualità e la coerenza della politica e dell’imprenditoria modenese, e ovviamente anche quella del Sindacato.