Home Sport Sassuolo, quando Davide supera Golia: l’eccellenza italiana

Sassuolo, quando Davide supera Golia: l’eccellenza italiana

Correva la stagione 2007/08 quando un certo Massimiliano Allegri portava un certo Sassuolo Calcio dalla Serie C alla Serie B. Otto anni dopo quella stessa squadretta di un comune popolato da appena 40 mila abitanti precedeva il Milan e la Lazio in classifica conquistando l’Europa. Nemmeno il Maracanà di Belgrado, tappa decisiva dei preliminari, spaventerà il gioiello neroverde tutto italiano, che potrà così prender parte alla prima Europa League della sua storia.

Una favola made in Italy in ogni suo aspetto. Dalla società, la ricca Mapei del Presidente Squinzi, tra gli imprenditori più ricchi del Paese tanto che si parlò anche di lui quale erede di Berlusconi alla presidenza rossonera, di cui fra l’altro è grande tifoso. Per passare alla panchina, che ha visto l’avvicendamento appunto da Allegri a Di Francesco passato per Mandorlini. È soprattutto all’interno del rettangolo verde che gli emiliani hanno sfoggiato tutta l’eccellenza italiana, in ogni reparto. La scommessa Acerbi, desideroso di rivincita dopo la mancata occasione al Milan e la battaglia contro il tumore. Peluso e Cannavaro scartati da Juventus e Napoli fino ad arrivare ai giovani talenti come Zaza, Berardi, Missiroli quest’anno affiancati dagli arrivi di Sensi, Mazzitelli, Ricci, Politano e Ragusa.

Il cammino europeo del Sassuolo è stato eccellente fino a due giornate dalla fine del raggruppamento, con gli uomini di Di Francesco secondi con 5 punti ed in piena corsa qualificazione. Gli infortuni a valanga decimarono però la rosa, pregiudicando il cammino della squadra che lottò e perse a Bilbao 3-2, rinunciando al sogno dei sedicesimi di finale. L’Europa ha però rappresentato un arricchimento non indifferente per la società emiliana, frutto dei 2,4 milioni di euro derivanti dalla qualificazione ai gironi ed i 600 mila euro per i premi partita arrivati da una vittoria (360 mila euro) e due pareggi (120 mila euro ad X). Il market pool, che racchiude vari parametri economici tra cui i diritti tv in primis, avrebbe portato potenzialmente nelle casse del Sassuolo circa 4,8 milioni di euro, in buona parte spezzati dall’eliminazione ai gironi. Ben poco, purtroppo, la società ha potuto incassare dalle 5 partite giocate al Mapei Stadium preliminari inclusi, con una capienza ridotta ed un’affluenza scarsa nonostante la prima storica partecipazione continentale.

Il Sassuolo è arrivato in Europa nel triennio più favorevole economicamente parlando, con la cugina povera della Champions che ha cercato di colmare sensibilmente un gap pesante rispetto alla coppa dalle grandi orecchie, capace di portare introiti circa 10 volte superiori. La società di Squinzi non è però da intendere come una piccola qualunque che ha vissuto il proprio anno di grazie, un dato su tutti: è la società italiana dallo sponsor sulle maglie più alto in assoluto del calcio italiano. 18 milioni di euro annui, lo scorso anno addirittura 22, più della Juventus (17) Milan ed Inter. Il Sassuolo ha il potere sul mercato di comprare, se vuole un giocatore lo prende senza prestiti e scorciatoie: negli ultimi due anni ha speso oltre 50 milioni di euro e non è finita qui.

Un’oasi incontaminata per il panorama calcistico italiano, il cui successo si spera possa rappresentare fonte d’ispirazione per altre favole come quella tutta emiliana.