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Bosch RexRoth Oil Control: alto consenso dei lavoratori all’accordo che si colloca fra i più innovativi nel panorama nazionale

E’ stato approvato con quasi l’80% dei voti favorevoli il rinnovo contratto aziendale alla Bosch Rexroth Oil Control che conta 1.433 dipendenti nei 3 stabilimenti di Nonantola, Pavullo nel Frignano e Vezzano sul Crostolo.
“Infatti – spiega in nota sindacale – nelle 7 assemblee svolte nei 3 stabilimenti hanno votato 1.070 addetti (74,7%) e 852 lavoratori si sono detti favorevoli all’accordo siglato nelle scorse settimane da Fiom-Cgil di Modena e Reggio Emilia, da Uilm-Uil di Modena e Fim/Cisl Emilia Centrale, insieme alle Rsu, e che prevede importanti innovazioni in termini di orario di lavoro, stabilizzazione dei precari e limitazioni al Jobs Act su licenziamenti, demansionamenti  e controllo a distanza”.

“La partecipazione così alta al voto – dice Simone Selmi coordinatore Fim-Fiom-Uilm Gruppo Bosch – è certamente importante per l’attenzione dei lavoratori sui contenuti dell’accordo e dimostra che il vincolo del voto dei lavoratori, previsto con accordo sindacale del 2013, ha rafforzato la partecipazione democratica sulle scelte relative a condizioni lavorative e normative in Bosch”.

“I lavoratori, con il loro ampio consenso – prosegue la nota di Fiom/Cgil Mo-Re e Uilm/Uil Modena – hanno certamente premiato la riduzione dell’orario di lavoro che spetta a tutti i lavoratori a turno. Per i reparti a 15 turni settimanali (mattina, pomeriggio, notte), l’orario notturno passa a 6 ore e 45 minuti retribuite 8 ore, e le pause su tutti e tre i turni rimangono confermate. Per i reparti che lavorano a ciclo continuo fino al sabato, sono previste due tipologie di orari settimanali, una di 33,5 ore medie su due settimane e l’altra di 30 ore settimanali, entrambe pagate 40 ore.
Bosch inoltre potrà lavorare in regime di orario flessibile plurisettimanale, ma previo accordo sindacale. Le ore aggiuntive per rispondere al picco produttivo, che verranno recuperate nella seconda metà dell’anno, saranno pagate con la maggiorazione del 50%”.
“Altro punto qualificante dell’accordo riguarda il livello occupazionale con il superamento dell’utilizzo dello staff leasing e il percorso in 36 mesi per la stabilizzazione dei somministrati, che nel 2017-18 trasformerà circa 75 contratti precari in assunzioni. Inoltre, per i somministrati il diritto alla stabilizzazione scatta dopo i primi 18 mesi e nei successivi 18 può essere interrotta solo da un calo produttivo con diritto di precedenza in caso di nuovi inserimenti.

Il ruolo della rappresentanza sindacale dei somministrati è temporaneamente affidato alle Rsu di stabilimento, che acquisiranno agibilità sindacale anche nei confronti delle agenzie, garantendo un livello di tutela e protezioni all’interno del luogo di lavoro per tutti i lavoratori in somministrazione”.

“Si tratta di un risultato importante raggiunto con una significativa modifica delle posizioni aziendali per attuare il ciclo continuo –  aggiunge Selmi – considerando che solo a febbraio Bosch, presentando il nuovo piano industriale, aveva previsto nel corso del 2017 una riduzione della forza lavoro di 138 lavoratori nei tre stabilimenti”. “Questo accordo – prosegue il sindacalista – fa certamente una redistribuzione del lavoro basata sul maggior utilizzo degli impianti, ma a fronte anche di una significativa riduzione di orario. Per questo siamo particolarmente soddisfatti di questo accordo perché è indubbiamente tra i più innovativi nel panorama industriale italiano”.

“Sul salario, c’è la restituzione ai lavoratori di 40 ore di Par (permessi annui retribuiti) in precedenza utilizzati per contribuire alla riduzione dell’orario di lavoro. Si è continuato il percorso di armonizzazione dei trattamenti economici e normativi nei tre stabilimenti – a Pavullo verrà riconosciuto il diritto alla mensa, e un aumento di 300 euro annui di salario consolidato – l’aumento della maggiorazione sino al 30% del turno notturno, un’indennità di disagio per chi lavora nei 18 turni che varia da 40 a 50 euro giornalieri a seconda del turno, il riconoscimento del pagamento al 100% dei primi 3 giorni di malattia (non previsto nel ccnl). I  massimali del Premio di Risultato  sono fissati a 1.900 euro nel 2017, 2000 euro nel 2018 e 2.100 nel 2019-’20, legato a indicatori sia di carattere economico che tecnico.

L’accordo ha consentito anche limitazioni al Jobs Act, in particolare sui licenziamenti individuali disciplinari e per giustificato motivo oggettivo. In particolare nel primo caso, il provvedimento dovrà far riferimento alla proporzionalità del sistema sanzionatorio contenuto nel ccnl. Nel secondo caso si avvierà un percorso per trovare soluzioni alternative al licenziamento. Il controllo a distanza (ad esempio installazione di impianti audio-visivi, sistemi gps e satellitari) sarà possibile solo con accordo sindacale a differenza di quanto previsto dalla legge, e sul demansionamento è previsto un confronto in commissione aziendale per soluzioni differenti” concludono Fiom/Cgil Mo-Re e Uilm/Uil Modena.