Aeroporto di Bologna, UIL: fumata nera sui due tavoli di ieri

“Partiamo con una battuta per stigmatizzare il comportamento delle due imprese coinvolte nella gestione di alcuni servizi aeroportuali strategici: tra i due litiganti il terzo non gode“, affermano Carmelo Massari, Uil Bologna e Maurizio Lago, segretario generale UilTrasporti Emilia Romagna, i merito al fallimento  dei due tavoli di ieri: sia quello istituzionale presso la Città metropolitana, che quello contrattuale con GH.

“La situazione paradossale che si sta determinando presso lo scalo aeroportuale internazionale di Bologna sta assumendo connotazioni drammatiche per gli oltre 50  lavoratori coinvolti al processo di re-internalizzazione avviato dalla società GH.

Riteniamo che a questo stato di degenerazione si sia arrivati in primis a causa dell’inerzia volontaria  del regolatore per definizione “Enac” , l’ente nazionale dell’aviazione civile che invece di vigilare e governare i fenomeni su tutta la filiera produttiva della gestione dei servizi aeroportuali come quello dello smistamento bagagli e delle pulizie all’interno degli aeromobili attraverso la leva delle sanzioni da un lato nei confronti delle imprese che violano le leggi vigenti come la società Alpina non consegnando tutti i dati previsti alle OO.SS e dall’altro non prevedendo  delle linee guida universali ed inequivocabili utili a governare i diversi fenomeni che si determinano nella gestione di alcuni servizi cosi detti a terra nei casi di cambio d’appalto, subappalto , terziarizzazioni e re internalizzazioni dove a pagarne sono sempre i soliti noti:” i lavoratori “ .

Lasciare mano libera alle sole imprese del settore di gestire tali processi attraverso la sola logica della riduzione dei costi guardando alla sola massimizzazione del  profitto genera da un lato  bassa competizione tra i diversi competitor e dall’altra una scarsa qualità del servizio  offerto ai viaggiatori, scaricando su ADB Aeroporti di Bologna la triste realtà che si è determinata in questo ultimo periodo ciò a discapito del ruolo strategico che in questa città l’aeroporto di bologna ha deciso giustamente  di giocare  in questi ultimi anni grande turismo”.

Per la UIL “uno dei principi inalienabili da sempre è quello che nei diversi passaggi del personale da una società ad un’altra a parità  di “commessa” i livelli occupazionali siano intoccabili e che il processo del passaggio avvenga in continuità per tutti i lavoratori interessati nel medesimo servizio, e non come chiesto  GH di far dimettere i lavoratori dalla società Alpina per poter poi scegliersi in maniere del tutto arbitraria le maestranza più fungibili al proprio disegno organizzativo, cosi  sopprimendo il corredo di diritti e tutele maturate dai lavoratori in oltre  20 anni di lavoro come l’anzianità lavorativa, riduzione del numero di ore lavorate, mancato riconoscimento dei buoni pasti , passaggio dal full time al parte time.

Visto lo stato di stallo in cui si trova la trattativa come UIL non possiamo che auspicare che nelle prossime ore Enac –ADB- e le istituzioni locali possano rimettere intorno al tavolo le OO.SS. e la società GH per definire una volta per tutte il perimetro occupazionale minimo necessario  a garantire una corretta gestione del servizio che come UIL pensiamo debba essere quello previsto dall’accordo sindacale sottoscritto il 24 aprile 2015 dalle OO.SS di categoria, la società Alpina e la città Metropolitana”.