Home Appennino Modenese Al via i lavori di manutenzione sui sentieri della Valle del Panaro

Al via i lavori di manutenzione sui sentieri della Valle del Panaro

Sono in corso da alcuni giorni gli interventi di manutenzione sui sentieri escursionistici dei Comuni di Marano sul Panaro, Guiglia, Zocca e Montese, coordinati e gestiti dall’Ente Parchi Emilia Centrale. Si tratta della rete sentieristica della valle del Panaro esterna al Parco dei Sassi di Roccamalatina – entro il quale, invece, i sentieri sono da sempre mantenuti e gestiti direttamente dall’Ente Parchi – composta da ben 236 chilometri complessivi di percorsi che vanno dai 140 metri sul livello del mare di Marano agli oltre 1000 metri del monte Belvedere montesino. I lavori in corso, per un importo di 30.000 euro sulla base di un progetto redatto dal personale dell’Ente Parchi, riguardano gli interventi prioritari su questa estesa rete, avendo l’obiettivo di dare continuità a questo metodo “di sistema” anche i prossimi anni, basato sulla collaborazione fra l’Ente Parchi, l’Unione Terre di Castelli ed il Comune di Montese connessa alla convenzione a suo tempo sottoscritta per la gestione dei tesserini per la raccolta dei funghi affidata allo stesso Ente Parchi.

Si tratta soprattutto di interventi di manutenzione quali sfalci d’erba, pulizia di vegetazione, tagli o spostamenti di piante e rami, ripristino di “tagliacqua” occlusi, manutenzione della segnaletica, ripristino di parapetti e staccionate.

Le risorse necessarie derivano da un apposito fondo finanziario costituito dall’Ente Parchi e dai Comuni interessati. «Una manutenzione unica e coordinata – commenta soddisfatto Giovanni Battista Pasini, presidente dell’Ente Parchi Emilia Centrale – impostata secondo una “logica di sistema”: la scelta giusta per dare un’adeguata fruibilità a fini turistici della rete sentieristica che superi gli stretti ambiti comunali, razionalizzando anche la spesa. Spero che questo modello di gestione, richiamato anche nel convegno sulla rete escursionistica svoltosi a Pavullo il 23 giugno scorso, possa diventare un esempio anche per il resto dell’Appennino Modenese».