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La Regione Emilia-Romagna aderisce alla “Dichiarazione di Bergamo” per valorizzare le produzioni Dop e Igp

L’Emilia-Romagna, Regione leader a livello europeo e mondiale per numero di specialità agroalimentari tutelate – ben 44 tra prodotti Dop (Denominazione di origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta) – aderisce alla “Dichiarazione di Bergamo”, il documento di impegni a sostegno delle produzioni ad indicazione geografica proposto dall’Italia e che sarà sottoposto alla firma dei ministri del G7 Agricoltura, riuniti in questi giorni nel capoluogo lombardo. “Ho espresso il massimo sostegno alla Dichiarazione- sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- per la forte identità dei suoi contenuti con le politiche e le priorità della Regione Emilia-Romagna”.

Nell’ambito degli appuntamenti del G7 l’assessore Caselli ha presentato i risultati di Origo, il global forum sui prodotti a denominazione di origine lanciato quest’anno dalla Regione a Parma, che ha visto la partecipazione di 300 prodotti Dop e Igp e 120 Consorzi provenienti da 21 Paesi. Un evento che aspira a diventare un appuntamento fisso a livello internazionale per il confronto e lo scambio sul tema delle indicazioni di origine tra istituzioni, consorzi e produttori europei ed extra-europei.

“Rinnoviamo il nostro impegno per l’edizione 2018 di Origo- conclude Caselli-. Un salone che vede la Regione Emilia-Romagna tra gli organizzatori, in collaborazione con Unione europea, ministero delle Politiche agricole, Qualivita e la rete europea Origin e che ha un ruolo essenziale nel mantenere alta l’attenzione su un settore che rappresenta un’opportunità per i produttori e per i loro territori, così come una garanzia di qualità per i consumatori”.

La Dichiarazione di Bergamo, approvata dalle più importanti organizzazioni internazionali in rappresentanza di migliaia di aziende e produttori da quattro continenti (Africa, Asia, America, Europa), individua le priorità per sostenere la crescita del settore delle indicazioni geografiche e ne ribadisce la centralità per lo sviluppo delle economie. Nel mondo sono 8.500 le indicazioni geografiche, di cui 1.036 protette da registrazione, per un valore stimato di 70 miliardi di dollari.

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L’assessore Caselli (a dx nella foto) mentre parla in un evento collaterale al G7 agricoltura a Bergamo