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Bilancio di previsione 2018-2020 Comune di Bologna: giù le tariffe dei nidi e di alcuni servizi scolastici. Aumenta la soglia di esenzione dall’addizionale Irpef

Il bilancio comunale porta buone notizie per il portafoglio dei bolognesi: tariffe e aliquote invariate o più basse, come nel caso dei nidi e di alcuni servizi scolastici, dove saranno rimodulate per garantire maggiore equità. Aumentano le esenzioni dall’addizionale comunale Irpef: saranno infatti quasi centomila i cittadini che non dovranno pagarla, oltre seimila in più rispetto all’anno scorso. Sul fronte delle opere pubbliche, sono 220 i milioni di euro previsti nel triennio 2018-2020 (di cui più di 100 milioni nel 2018), tutti finanziati. Infine la ciliegina sulla torta: Bologna è l’unico Comune italiano ad aver costruito la sua programmazione allineata ai 17 goal dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità promosso dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.

In particolare, Bologna ha messo a segno 16 goal su 17: il diciassettesimo goal non è declinabile solo perché riguarda solo l’ambiente marino. In pratica, se Bologna fosse uno Stato, sarebbe sul podio per avere fatto propri gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile che i Paesi dell’Onu sono chiamati a conseguire entro il 2030. Un traguardo riconosciuto anche dalla Banca Europea degli Investimenti, secondo cui il Comune di Bologna è uno dei pochi ad aver stilato un piano di adattamento al Trattato di Kyoto. Il primato delle Due Torri è stato confermato anche da ICity Rate 2017, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare “smart”, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Bologna si è guadagnata la medaglia d’argento con solo due punti di distanza dal vertice (contro gli oltre 50 del 2016), vantando il primato nell’energia e nella governance e in generale un approccio complessivo di buon equilibrio nei diversi ambiti che compongono la “città intelligente”.

La giunta guidata dal Sindaco Virginio Merola ha licenziato oggi il bilancio di previsione 2018-2020, a valle dell’approvazione del Documento Unico di Programmazione (Dup) 2018-2020, lo strumento che gli enti locali predispongono per sviluppare e concretizzare le linee di mandato in armonia con il bilancio. La giunta ha inoltre acceso il semaforo verde anche ai provvedimenti collegati al bilancio. Bilancio che ha un volume vicino al miliardo di euro, il cui cuore pulsante (spese correnti e spese in conto capitale) vale poco più di 700 milioni. Tutto pronto dunque, come negli ultimi anni, per approvare il bilancio entro Natale a conferma della virtuosità del Comune di Bologna che in questo modo assicura continuità e piena efficienza ed efficacia all’azione amministrativa. Il bilancio è predisposto a legislazione vigente e all’inizio del 2018 recepirà le eventuali misure di interesse dei Comuni che il Parlamento approverà con la legge di bilancio 2018. La road map del bilancio prevede, dopo il passaggio di oggi in giunta, la discussione in ciascuna delle commissioni consiliari. Nell’ultima settimana di novembre sono invece in programma le sedute dei sei Consigli di Quartiere aperte ai cittadini durante le quali l’assessore al bilancio illustrerà la proposta di bilancio. Infine, l’avvio della trattazione in Consiglio: si comincia il 18 dicembre per concludere con il voto previsto il 21 dicembre.

Le entrate: tariffe, aliquote e addizionale Irpef
L’autonomia finanziaria del Comune si conferma altissima e sfiora il 90%. Significa che nonostante la graduale diminuzione dei trasferimenti statali, Bologna ha scelto di continuare a calare la pressione fiscale a parità di offerta di servizi. In particolare, nel 2018 la soglia di esenzione dall’addizionale comunale Irpef salirà da 13.000 a 14.000 euro e dunque il numero di cittadini che usufruiranno dell’esenzione, sulla base di una stima condotta sui redditi 2014, sarà di 98.136 (6.293 in più rispetto alla soglia, in vigore quest’anno, di 13.000 euro).
Tutte le altre tariffe e aliquote rimarranno inalterate a parte quelle relative ai servizi nido, assistenza al pasto, pre e post scuola mattutino e pomeridiano e trasporto scolastico collettivo. Il Comune di Bologna riuscirà infatti a rimodulare queste tariffe mettendo in pratica una revisione, necessaria da tempo, per garantire più omogeneità rispetto all’impianto attuale. Le tariffe saranno rimodulate in modo più equo per ridurre il prelievo soprattutto per le fasce corrispondenti a valori Isee medi e medio-bassi. I dettagli della revisione saranno oggetto di una specifica delibera di giunta da approvare entro l’anno dopo che il Consiglio comunale avrà licenziato l’impianto del nuovo sistema. Per quanto riguarda in particolare le tariffe dei nidi, il Comune è in grado di ridurle grazie a parte delle risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Istruzione sulla base della programmazione regionale. Le risorse provengono dallo specifico fondo istituito in attuazione del decreto attuativo 65/2017 con il quale è nato a livello nazionale il Sistema integrato di educazione e di istruzione rivolto ai bambini da zero a sei anni. Lo Stato ha contribuito a realizzare il Sistema con uno specifico fondo che per il territorio dell’Emilia-Romagna vale 20 milioni di euro.

Per quanto riguarda le altre tariffe, la Tari rimarrà uguale per il quarto anno consecutivo nonostante venga riconosciuto a Hera un maggiore corrispettivo dovuto sostanzialmente alla realizzazione degli interventi connessi al passaggio a tariffa puntuale e quindi investimenti che consentiranno la pesatura dei rifiuti raccolti in modo differenziato da ciascun utente. Il maggior corrispettivo viene finanziato con il recupero dell’evasione arretrata. Per quanto riguarda i tributi sugli immobili, nel 2018 rimangono invariate le aliquote e le agevolazioni Imu e si conferma l’abolizione della Tasi sull’abitazione principale. Non solo: nel 2019 a livello centrale è previsto il superamento dell’aliquota agevolata per i comodati gratuiti ai parenti nonché per i canoni di locazione concordati: l’Amministrazione comunale di Bologna si impegna però a creare l’anno prossimo le condizioni per eliminare questo aumento di aliquota dal 2019. Anche per questo, nel bilancio è previsto un ulteriore potenziamento, nel 2018, dell’azione di contrasto all’evasione sui tributi locali (in particolare Imu e Tari). Infine, sul fronte delle entrate, è previsto l’anno prossimo un aumento degli introiti dell’imposta di soggiorno visto l’aumento del movimento turistico: si passa dai 4,750 milioni della previsione 2017 a 5,770 milioni.

Dove vanno i proventi delle multe. Quelle degli autovelox vincolate al 100% per manutenzione e messa in sicurezza delle strade
Come accade in tutti i Comuni d’Italia, uno dei capitoli delle entrate riguarda i proventi delle sanzioni per le violazioni del Codice della Strada. E’ opportuno però fare chiarezza per evitare generalizzazioni fuorvianti sull’impiego di questi proventi. Una delle prime delibere che la giunta sarà chiamata ad approvare a gennaio 2018 sarà infatti quella relativa all’utilizzo dei proventi delle sanzioni per violazione al Codice della Strada. Le sanzioni si dividono in due parti: quelle in materia di circolazione stradale (articolo 208) e quelle derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità (articolo 142). Le previsioni del 2018 sono di 30,8 milioni di proventi dalle violazioni dell’articolo 208 e 7,1 milioni dalle violazioni dei limiti massimi di velocità. La quota dei proventi dalle violazioni dell’articolo 208 è vincolata al 50% (quindi per 15,4 milioni nel 2018): questa quota andrà per la maggior parte nelle spese per migliorare e potenziare la segnaletica stradale (4,2 milioni) e per i servizi di illuminazione della rete di viabilità e circolazione stradale (11,8 milioni). Quanto alle sanzioni per le violazioni dei limiti massimi di velocità, compresi gli autovelox, i proventi sono vincolati al 100% per interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali.

Le spese: maggiori risorse per le priorità del mandato, cento milioni di opere solo nel 2018
Prosegue anche nel 2018 l’azione di riqualificazione e controllo della spesa per orientare le risorse comunali verso le nuove priorità del mandato amministrativo 2016-2021. Nel bilancio sono finanziati 220 milioni di euro di opere pubbliche nel triennio 2018-2020, di cui oltre cento milioni solo nel 2018 (più che raddoppiati rispetto alla media di 50 milioni degli anni precedenti). Il programma dei lavori pubblici, dopo l’approvazione all’inizio di ottobre, è ritornato oggi in giunta per essere poi inviato all’approvazione del Consiglio: per il primo anno, il programma è legato a doppio filo al bilancio poiché tutti gli interventi previsti nell’elenco possono essere concretamente finanziati. A farla da padrone, nell’elenco dei lavori pubblici, c’è il Piano Periferie: il 2018 infatti è l’anno in cui si formalizzeranno tutti i rapporti contrattuali che derivano dai 18 milioni di euro del Piano, tra cui figurano due tra gli obiettivi principali dell’operazione, ovvero la riqualificazione dell’ex parcheggio Giuriolo (8,1 milioni per trasformarlo nella nuova sede dei laboratori di restauro, delle aree didattiche, degli spazi espositivi dell’archivio conservativo della Cineteca di Bologna) e la riqualificazione di parte del Pilastro. Qui tutti i dettagli.
Nel 2018 saliranno all’85% i Fondi crediti di dubbia esigibilità (rispetto al 70% del 2016): entro il 2019 la cifra raggiungerà il 100%. Sono poi sostanzialmente confermate le risorse dedicate alla locazione di immobili che ospitano uffici e servizi comunali.