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Prignano, adottati il nuovo PSC e il nuovo RUE

Nella seduta del consiglio comunale di sabato 25 novembre sono stati adottati dall’amministrazione comunale il nuovo PSC, Piano Strutturale Comunale, e il RUE, Regolamento Urbanistico Edilizio, ovvero gli strumenti che hanno la funzione di programmare lo sviluppo di Prignano nei prossimi anni.

A illustrare il documento è l’assessore all’urbanistica del Comune, Ing. Gessica Sghedoni, che spiega: “Quella di oggi è stata una tappa importante, che ci permetterà in breve tempo di abbandonare il vecchio Piano Regolatore, ormai obsoleto e con notevoli criticità, e ci permetterà nel breve periodo di adeguare la strumentazione urbanistica alla nuova Legge Regionale, che verrà approvata nei prossimi giorni dalla Regione Emilia Romagna. Ci troveremo quindi ad essere uno dei primi comuni ad avere un piano al passo con la nuova normativa.”

“Il nuovo piano, che ha visto l’inizio del suo percorso nel lontano 2004 – prosegue la Sghedoni – contiene differenti livelli di tutela, di valorizzazione, di preservazione e accrescimento della qualità ambientale del territorio, nonché la salvaguardia delle tracce storico archeologiche presenti. A seguito dell’insediamento dell’attuale Amministrazione nel 2014, si è provveduto a proseguire con impegno il percorso iniziato 13 anni fa per dare una nuova prospettiva al futuro del nostro comune, promuovendo politiche di riqualificazione del territorio comunale e in particolar modo delle zone agricole. Consapevoli che il panorama sociale del nostro comune era estremamente cambiato negli anni a causa della crisi economica, con il Geom. Tonelli abbiamo pubblicato nel 2015, sul sito del Comune, il Piano, affinché chiunque potesse sollevare osservazioni. Abbiamo inoltre effettuato una serie di incontri con privati e tecnici, per dare una nuova risposta alle esigenze emergenti, proseguita con l’Arch. Giullari nell’ultimo anno. Le modifiche hanno riguardato principalmente la necessità di rispondere a privati che chiedevano di togliere l’edificabilità dei propri lotti, tutelare situazioni consolidate, porre un freno all’abbandono e incentivare nell’abitato sparso la presenza di una comunità residente e attiva attraverso il recupero del patrimonio esistente. Altra particolarità di questo Comune – continua l’assessore all’Urbanistica – è determinata dagli aspetti geomorfologici: parte delle infrastrutture e del patrimonio esistente si sviluppano infatti in aree instabili, caratterizzate da frane attive, quiescenti o aree predisposte al dissesto. Interi nuclei abitati si trovano in aree di importante criticità idrogeologica e aree instabili soggette a rischio sismico per caratteristiche topologiche e litologiche. Pensare a soluzioni e a limiti per chi voglia costruire o recuperare edifici in questi ambiti è stato essenziale. Voglio precisare che gli strumenti adottati oggi non sono definitivi: inizia ora il periodo delle osservazioni, prima di giungere alla completa approvazione. Consapevoli, infatti, che un piano tanto pregno di contenuti e in elaborazione da tanti anni possa avere delle criticità, abbiamo inserito una norma transitoria che salvaguardi i centri abitati e i fabbricati esistenti in territorio rurale. Al contempo, per garantire massima trasparenza e partecipazione, il piano verrà pubblicato sul sito, depositato presso l’Ufficio Tecnico ed è già stato predisposto un calendario di incontri su appuntamento il sabato mattina, disponibile presso la Geom. Nadia Pigoni, con la sottoscritta e l’Ufficio Tecnico, per accogliere dubbi, osservazioni e perplessità. Invitiamo quindi i privati, i tecnici e le associazioni a sollevare le perplessità che emergeranno”.