Home Bassa reggiana Preso l’assassino del giovane padre di Reggiolo

Preso l’assassino del giovane padre di Reggiolo

Nessun coinvolgimento della criminalità organizzata come inizialmente ipotizzato da più parti. A tendere la trappola che ha portato alla morte il giovane autotrasportatore Francesco Citro (foto), ucciso la sera del 23 novembre scorso nella sua casa di Villanova di Reggiolo, è stato il 63enne G.D.O, suo vicino di casa animato da rancori per futili questioni di vicinato che, qualche ora prima dell’omicidio, aveva anche dato fuoco all’autovettura della vittima.

Questo in sintesi il quadro emerso nelle complesse indagini, condotte con immediatezza dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, supportati da quelli della Compagnia di Guastalla, sotto l’attenta direzione della Dott.ssa Salvi, sostituto presso la Procura reggiana e, inizialmente, anche dalla D.D.A. di Bologna. Nella notte, forte delle risultanze investigative probatorie acquisite dai Carabinieri reggiani, la D.ssa Salvi ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti del 63enne, mantovano d’origine ed ex guardia giurata, ora ristretto presso il carcere Reggio Emilia con le accuse di omicidio aggravato, incendio, detenzione e porto illegale di un’arma da fuoco.

La determinazione dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia e del Pubblico Ministero, che ha coordinato le indagini sin dall’inizio, ha quindi consentito di risolvere, ad una settimana esatta dall’efferato delitto, l’omicidio prima che potesse diventare un cold case.

7 giorni di ininterrotte indagini che, oltre ad escludere collegamenti con la criminalità organizzata, essendo peraltro la vittima estranea a tali contesti, hanno permesso di contestualizzare i fatti portando all’individuazione dell’assassino nel suo vicino di casa. Sarebbe stato lui ad appiccare anche l’incendio all’auto della vittima tre ore prima del suo omicidio. Un gesto che a quanto pare non ha “soddisfatto” i rancori che nutriva, per banali questioni di vicinato, nei confronti dell’autotrasportatore tanto da indurlo poco dopo le 23,00 di quel maledetto 23 novembre a raggiungere l’appartamento della vittima. Un ulteriore intimidazione che ha generato, questa volta, la reazione del malcapitato 31enne che uscito di casa è stato fatto oggetto di 6 colpi d’arma da fuoco di cui almeno 3 lo attingevano al corpo colpendo organi vitali tanto da cagionarne la morte. Anche i rilievi scientifici eseguiti dai carabinieri del RIS di Parma hanno portato al convincimento che l’autore dell’omicidio potesse non essere mai uscito dal condominio.

Da qui la stretta delle indagini attorno all’odierno indagato nei cui confronti i carabinieri del Nucleo Investigativo di Reggio Emilia hanno raccolto gravi indizi  di colpevolezza e che hanno permesso alla D.ssa Valentina Salvi di emettere il provvedimento di “fermo del Pubblico Ministero” a carico del 63enne, ora finito in carcere.

Le motivazioni che avrebbero indotto il fermato a commettere l’efferato omicidio sono essenzialmente da ricercarsi  nella forte acredine ed intolleranza che da tempo covava nei confronti della famiglia per questioni di vicinato.