Home Modena Turismo, Paltrinieri (Licom): “Modena cresce ma può fare di più”

Turismo, Paltrinieri (Licom): “Modena cresce ma può fare di più”

È un dato incoraggiante quello che emerge dalle rilevazioni di Unioncamere sui primi nove mesi del 2017: turismo in crescita in tutta la regione, non solo in riviera. Le presenze turistiche rilevate hanno sfiorato i 52 milioni, con un aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un dato incoraggiante anche per Modena: il comparto Appennino e Città d’arte è cresciuto a tassi ben più sostenuti rispetto, ad esempio, alla Riviera. Se aggiungiamo l’exploit dei Musei Ferrari, che nel mese di novembre hanno toccato il record storico di oltre 500mila visitatori, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2016, è evidente che Modena e la sua provincia hanno fatto la loro parte anche questa volta.

“E’ ormai chiaro che il turismo si conferma un comparto di primaria importanza dell’intera economia del nostro territorio – spiega Italo Paltrinieri, presidente turismo Licom, la federata Lapam per turismo e commercio -: secondo un recente report di Bankitalia la quota del settore rispetto al valore aggiunto totale regionale si attesta ad un valore pari al 12%. Secondo elemento che emerge dai dati: il turismo è un settore che interessa da molto vicino la nostra realtà, non solo le località balneari della riviera romagnola. Il comparto città d’arte e d’affari mostra il migliore indicatore di crescita con un +12,7% di presenze rispetto allo scorso anno. Se uniamo a quest’ultimo dato l’ottima performance delle località esterne ai circuiti ufficiali tradizionali, come la ‘Ceramic Land’ (+16,3% di presenze) è evidente che si è (finalmente) riusciti a trasformare l’identità del territorio, cioè le proprie eccellenze storico-architettoniche ed enogastronomiche ma anche industriali, in un valore aggiunto, in una storia da raccontare”.

Dati positivi, ma si può e si deve ancora crescere: “Il lavoro da fare è ancora molto – sottolinea Paltrinieri -. Innanzitutto perchè la crescita e il treno del turismo non ha toccato tutto il territorio vi sono, infatti, diverse zone del nostro Appennino che, pur avendo grandi elementi di distintività ed attrattività, non riescono ancora esprimere un’offerta turistica unitaria e strutturata. Del resto per poter competere nel settore del turismo nel mondo globalizzato e digitalizzato di oggi non basta avere un patrimonio naturale o una buona dotazione di strutture ricettivo alberghiere. Quello che serve è una strategia che unisca le energie di tutti gli attori della filiera (pubblici e privati) costruendo un sistema unitario di aggressione del mercato”.