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A Castelnuovo Rangone si ricorda Romolo Levoni

A due anni dalla scomparsa i tanti amici di Romolo Levoni, per molti affettuosamente solo ‘Momo’, lo ricorderanno venerdì 8 dicembre, alle ore 16, presso la Sala delle Mura di Castelnuovo Rangone.

L’incontro, aperto al pubblico e ad ingresso libero, è organizzato dal GRG, il Gruppo Resurrection Garden, l’associazione che Romolo aveva fondato nel lontano 1991, con la moglie Carmen, per consentire gli studi a bambini della baraccopoli di Soweto, a Nairobi, in Kenya, in strutture create e gestite dai Padri Missionari della Consolata, creando dal nulla quella straordinaria e unica esperienza chiamata Famila Ja Ufariji.

Poeta dialettale, esperto e scrittore di tradizioni locali, vulcano di idee e di umanità, ma soprattutto infaticabile benefattore, fondatore e presidente fino all’ultimo del GRG, questo era Romolo.

Saranno presenti, a leggere brani, a raccontare aneddoti e ricordi personali, a portare il proprio contributo affettuoso, Massimo Paradisi e Daniela Sirotti Mattioli, sindaco e vicesindaco del Comune di Castelnuovo, la consigliera regionale Luciana Serri, già sindaco di Lama, l’Arciprete di Castelnuovo Don Isacco Spinelli, padre Gigi Anataloni, direttore della rivista “Missioni” della Consolata di Torino e amico di Romolo, il presidente del GRG Sotero Marasti, l’arch. Marco Fontana che ha curato le fotografie su varie pubblicazioni di Levoni, il giornalista Angelo Giovannini, co-autore dell’ultima pubblicazione di Momo, “Un eter gabian” dedicata all’oste modenese Ermes, la dott.ssa Vita Santoro, nipote di padre Ottavio Santoro, grande amico di Romolo deceduto pochi giorni prima di lui, Marco Gibellini, artefice del Calendario 2018 di Castelnuovo e promotore e curatore dell’evento tutti insieme per ricordare quel piccolo grande uomo che era Romolo Levoni, diviso tra Castelnuovo e Lama Mocogno, dove viveva e riceveva amici a più non posso. Un saggio, ma anche un folletto, un filosofo e un cantastorie, un poeta e un contadino che ha seminato così tanto e così bene da lasciare di sé un ricordo immenso e centinaia di amici sparsi in Italia e nel mondo.

Chi era abituato a ricevere i suoi originalissimi ‘Auguri di Runcaciò’, in questo periodo pre-natalizio non può fare a meno di sentire che manca qualcosa, anche quest’anno, come lo scorso 2016;  quei versi dialettali, teneri e squisitamente natalizi nella parte dedicata alla natività, ma arguti e divertenti nel raccontare un anno di vicende italiane e modenesi, nella vecchia forma della ‘zirudela’ (versi in dialetto con rime baciate), erano un’abitudine durata quasi 40 anni e ora non arrivano più.

Ma la sua presenza, e il suo spirito, si possono trovare, ancora intatti, nelle opere del GRG a favore degli ‘sfortunati fratellini neri’, come lui chiamava i bimbi di Nairobi e della Famila Ja Ufariji, basta andare sul sito www.grgonlus.org