Gasparini (Giovani Padani Sassuolo): “Integrazione? Non proprio, siamo noi a doverci integrare…”

“Inoltrati da qualche giorno nel mese di agosto, non abbiamo potuto fare a meno di commentare i tradizionali “Giovedì sotto le stelle”, già bersaglio di molte critiche da parte dei cittadini sassolesi”, afferma Giovanni Gasparini – Giovani Padani Sassuolo. “Ad alzare quest’ulteriore polverone attorno alla gestione ed all’amministrazione di questo genere di eventi, sopratutto la massiccia presenza di stranieri e clandestini: è agli occhi di tutti come ormai il centro di Sassuolo sia diventata una zona frequentata e gestita non nell’interesse dei sassolesi e della nostra comunità, ma, piuttosto, nell’interesse delle comunità di immigrati”.

“A darne voce è la realtà: la gran parte delle bancarelle allestite per questo tradizionale appuntamento parla straniero e le difficoltà a cui sono andati incontro commercianti e negozianti sassolesi in questi anni hanno portato il nostro centro storico a diventare una zona insipida, poco frequentata dalla nostra gente e sempre meno specchio delle tradizioni e ricchezze del nostro territorio”, aggiunge Gasparini.

“Questo stato di allontanamento dei nostri concittadini dal centro storico di Sassuolo è a nostro avviso frutto di politiche inclusive totalmente errate: le politiche locali di sinistra hanno negli ultimi anni confuso la creazione di centri culturali con centri commerciali e supermercati, che oltre ad aver ucciso le piccole attività del centro hanno permesso a stranieri ed immigrati di ritrovarsi in un contesto neutrale, globalizzato e distante dalle nostre tradizioni. Insomma, la dimensione perfetta per impossessarsi anche dei pochi business rimasti, infatti anche il mercato di Sassuolo è riuscito ad estromettere buona parte di venditori ambulanti italiani in quanto le comunità di migranti trovano molto più interessante l’acquisto di prodotti di dubbia provenienza, scarsa qualità e prezzi bassi”.

“Un parallelismo fatto con l’evento “Note d’estate” alla quale ha preso parte la cantante Arisa, da luce ad una situazione molto più matura di quel che si pensi: la spaccatura culturale con gli stranieri è già in atto, un evento per così dire “a noi più vicino” (forse esclusivamente per la location e la notorietà della cantante) ha infatti visto la totale assenza di stranieri e immigrati. E’ forse questa la buona integrazione sbandierata dalla sinistra italiana? E’ forse questa la giusta modalità per una integrazione multietnica? Noi Giovani Padani siamo convinti di no: sarà d’ora in poi necessario favorire le attività economiche e culturali vicino alla nostra tradizione abbandonando l’immagine del grosso distributore per tornare a supportare la nostra economia, i nostri prodotti e rivitalizzare con linfa sassolese le vie del nostro centro storico”, conclude la nota dei Giovani Padani di Sassuolo.