Appennino bolognese, per il primo semestre 2018 il turismo conferma la crescita: +8,5% di turisti, +17,5% i pernottamenti

Nei primi sei mesi del 2018 il turismo nei comuni dell’Appennino bolognese è cresciuto del 8,5%, con un +9,8% per gli italiani e +7,8% per gli stranieri, confermando il trend di crescita degli ultimi anni. Ad attestarlo sono i dati provvisori delle “Domanda turistica negli esercizi ricettivi per destinazione” rilasciati dalla Regione Emilia-Romagna.

Il risultato più incoraggiante è quello dei pernottamenti, cresciuti del 17,5% (addirittura + 20,6% gli italiani, +11,4% gli stranieri): segno che l’Appennino bolognese non è più soltanto meta per la gita fuori porta, ma sempre di più attira turisti che si fermano per più di un giorno sul territorio. Altrettanto bene fa Lizzano in Belvedere (che non è computato con gli altri comuni nel calcolo regionale) complice anche una stagione invernale che non ha fatto mancare la neve: in questo caso i turisti rispetto al 2017 crescono del 12,3% e i pernottamenti del 9,1%. I risultati sono tanto più rilevanti quanto più si consideri che l’Appennino, a livello regionale, segna un negativo -8,3% (se infatti i turisti in Appennino crescono a Bologna e Modena, calano però però a Reggio Emilia, Parma e Piacenza).

Quasi la metà dei turisti che pernottano nell’Appennino bolognese provengono dalla Cina (circa il 47%), seguiti dai tedeschi (circa il 9%). A seguire Olanda (6,5%) e Francia (5,2%)

In generale la Città metropolitana di Bologna mostra grande vitalità in questo settore, con un +7% di turisti e +10.8% di pernottamenti (+7,3% per i turisti del capoluogo e +12% dei pernottamenti). Sicuramente le cifre del capoluogo sono ancora distanti anni luce in termini assoluti (Bologna ha avuto più di 800 mila turisti contro i 30 mila dell’Appennino con Lizzano), ma di sicuro l’impegno e le iniziative della Destinazione Turistica Bologna metropolitana e di Bologna Welcome stanno contribuendo a quel positivo effetto traino, prezioso per i comuni della provincia, che fanno segnare un po’ ovunque effetti positivi, con le uniche eccezioni di Dozza (-75% di turisti e -65% di pernottamenti), dei comuni collinari (-5,2% di turisti e – 7,3% di pernottamenti) e Alto Reno Terme (-14,7% di turisti e -13,2% di pernottamenti).

“Siamo molto soddisfatti di risultati che premiano il lavoro e gli investimenti fatti in questi anni in ambito turistico” spiega il presidente dell’Unione dell’Appennino bolognese Romano Franchi “e che dimostrano come questa crescita non sia occasionale, ma costante. Sia gli italiani che gli stranieri sono tornati a trascorre parte delle loro vacanze in Appennino, dobbiamo continuare su questa strada”.