Vendevano droga ad adolescenti del comprensorio ceramico reggiano: 2 studenti nei guai

Dalle “confidenze” di alcuni genitori, preoccupati per i “vizi” dei loro ragazzi, ha preso spunto l’attività antidroga condotta dai carabinieri della stazione di Castellarano che, partendo proprio dalla discreta ma attenta vigilanza su questi ragazzi, monitorati per diverse settimane, sono arrivati a due studenti incensurati reggiani risultati cedere stupefacenti (marijuana e hascisc) a giovani in età scolare.

A Castellarano, infatti, alcuni cittadini preoccupati più per la salute dei loro ragazzi e rispetto agli eventuali provvedimenti in cui potevano incorrere (ovvero la segnalazione amministrativa quali assuntori), si sono rivolti ai carabinieri del paese confidando alcuni loro sospetti. Segnalazioni particolarmente fruttuose quelle registrate dai militari che, vagliate ed approfondite, hanno portato a denunciare alla Procura reggiana due giovani reggiani di 20 e 19 anni, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. L’attività ha portato ad accertare oltre 100 cessioni di droga in favore di una dozzina di ragazzi, tra cui alcuni minori, tutti segnalati quali assuntori di stupefacenti.

Secondo le risultanze investigative a gestire il giro come capofila era il 20enne su cui convergevano le attenzioni dei carabinieri di Castellarano culminate, nel mese di marzo scorso, con il rinvenimento in sua disponibilità di 5 dosi di marijuana pronte allo spaccio. Un primo importante tassello di riscontro seguito poi da ulteriori incontrovertibili elementi in ordine all’illecita attività di spaccio messa in piedi dal giovane studente. Grazie alla visione di numerosi inequivocabili messaggi rinvenuti sull’applicativo WhatsApp del cellulare del 20enne, i carabinieri di Castellarano hanno ricostruito un anno di spaccio nel corso del quale il 20enne ha curato oltre 100 cessioni di stupefacenti. Dall’analisi dei contatti poi i Carabinieri risalivano ad una dozzina di teenager reggiani, tutti di buona famiglia, che accompagnati dai genitori “sfilavano” nella caserma dei Carabinieri per essere sentiti quali persone informate sui fatti, quindi segnalati quali assuntori di stupefacenti. Le indagini hanno poi portato ad accertare una fitta rete di spaccio che andava avanti almeno dal febbraio del 2017. Nel corso dell’attività emergeva anche la figura del 19enne che, seppur con un profilo più basso del 20enne, è risultato aver ceduto in alcune circostanze stupefacenti a giovani studenti. I due sono quindi stati denunciati per il reato di spaccio continuato aggravato da cessioni anche a minorenni.