Il giornalista sotto scorta Paolo Borrometi ospite a Scandiano

Continuano sul territorio scandianese gli appuntamenti della rassegna Scandiano(R)esiste. Fatti Luoghi Persone edizione 2019 che dal mese di gennaio ha proposto, accanto a momenti più istituzionali e celebrativi, anche incontri e testimonianze preziose per approfondire argomenti di attualità che sono al centro della cronaca quotidiana del nostro Paese.

Lo spettacolo “Lampedusa” di Andres Lustgarten con Donatella Finocchiaro e Fabio Troiano proposto al teatro Boiardo l’8 gennaio, ha messo l’accento sulle paure e sui pregiudizi di tutti noi rispetto al fenomeno dei migranti parlando anche dei muri, siano essi reali fatti di mattoni e filo spinato piuttosto che di disprezzo e ignoranza.

Massimo Rocco Presidente della Cooperativa le Terre di Don Peppe Diana di Caserta ha raccontato la storia di un terreno confiscato alla camorra che è stato trasformato in opportunità concreta di riscatto culturale ed economico attraverso lo sviluppo di un’impresa sociale, in cui è prevalso il concetto del “bene da restituire alla società” rendendo produttivi i terreni.

Anche la testimonianza di Rocco Mangiardi, calabrese, testimone di giustizia, è stata preziosa per capire le logiche dell’ndrangheta e del malaffare che governano alcune parti del nostro Paese e la sua scelta di rifiutarsi di pagare il “pizzo”.

Molto partecipata la serata con la sorella di Giovanni Falcone, Maria Falcone, Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, impegnata in attività di educazione alla legalità e autrice del libro “Falcone. Le idee restano”.

Giovedì 14 marzo ci sarà un doppio appuntamento con il giornalista Paolo Borrometi, alle ore 11.30 all’Istituto Piero Gobetti e alle ore 21 al polo Made, che presenterà il suo libro “Un morto ogni tanto”.

“Anche in questa occasione” spiega Alberto Pighini, Assessore ai Saperi “come Amministrazione ci è sembrato importante coinvolgere direttamente la scuola proponendo loro una testimonianza diretta preziosa per conoscere e comprendere meglio una parte di realtà del nostro paese. Nel progetto sulla Legalità, il rispetto delle regole, la Resistenza che ogni anno portiamo avanti con la rassegna Scandiano(R)esiste cerchiamo sempre di coinvolgere attivamente le scuole e gli insegnanti, confrontandoci con loro sugli argomenti e le tematiche sui quali lavorano durante l’anno nelle classi per riuscire a proporre incontri e momenti di approfondimento che s’inscrivano in un percorso coerente che possa interessare e stimolare il dibattito.

Quando è possibile, chiediamo agli ospiti di incontrare i ragazzi alla mattina a scuola, oltre all’incontro serale rivolto al pubblico. Siamo, infatti, convinti che sia molto importante portare ai ragazzi esempi concreti e testimonianze dirette che possano raccontare le loro storie di vita vissuta, di resistenza civile e di cittadinanza attiva.

Anche nel caso di Paolo Borrometi sarà lui stesso a raccontare ai ragazzi la sua storia, le violenze subite, quelle fisiche e quelle psicologiche, la decisione di affidargli la protezione, la sua quotidianità fatta di movimenti controllati, ispezioni continue da parte dei carabinieri in ogni luogo dove deve andare, di ansie e paure e di continue minacce, non ultima quella di poche settimane fa.

Ringrazio a nome dell’Amministrazione quindi l’Istituto Gobetti e anche l’Associazione Libera Reggio Emilia per la collaborazione nella realizzazione delle iniziative.”

“Ogni tanto un murticeddu, vedi che serve! Per dare una calmata a tutti!” Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Cosa Nostra chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, che sul suo sito indipendente La Spia.it denuncia ormai da anni gli intrecci tra mafia e politica e gli affari sporchi che fioriscono all’ombra di quelli legali.

Dallo sfruttamento e dalla violenza che si nascondono dietro la filiera del pomodorino Pachino Igp alla compravendita di voti, dal traffico di armi e droga alle guerre tra i clan per il controllo del territorio. Le inchieste raccontate in questo libro compongono il quadro chiaro e allarmante di una mafia sempre sottovalutata, quella della Sicilia sud orientale.

Il tutto filtrato dallo sguardo, coraggioso e consapevole, di un giornalista in prima linea, costretto a una vita sotto scorta: alla prima aggressione, che lo ha lasciato menomato, sono seguite intimidazioni, minacce, il furto di documenti importantissimi per il suo lavoro, sino alla recente scoperta di un attentato che avrebbe dovuto far saltare in aria lui e la sua scorta. I nemici dello Stato contano sul silenzio per assicurarsi l’impunità, e sono disposti a tutto per mettere a tacere chi rompe quel silenzio.

Il primo libro di Paolo Borrometi è una denuncia senz’appello su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo di sempre, da combattere anzitutto attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta.

Durante la serata sarà possibile acquistare il libro messo in vendita dall’Associazione Libera Reggio Emilia.

Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 10 aprile alle ore 21 in Sala Bruno Casini c/o Polo MADE con gli studenti dell’Istituto Gobetti di Scandiano che hanno partecipato ai Viaggi della Memoria in collaborazione con Istoreco che saranno i protagonisti della serata “I Testimoni di casa nostra”.